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Perché se sei uno psicologo devi conoscere il linguaggio del corpo?

psicologo e linguaggio del corpo

Foto di Mark Williams su Unsplash

Perché se sei uno psicologo devi conoscere il linguaggio del corpo

Il linguaggio del corpo si riferisce a tutta una serie di segnali non verbali, spesso involontari ed inconsapevoli. Per nascondere i veri sentimenti e cioè “falsificare” il linguaggio del viso o del corpo, bisognerebbe riuscire a controllare ogni singolo muscolo facciale, cosa ovviamente non possibile.

Il corpo quindi è indice di verità, ma allora, perché ci sono professionisti che ne sottovalutano l’importanza?

Conosco molti psicoterapeuti che dicono di conoscere bene il linguaggio del corpo, ma la percentuale di questi che conosce il metodo FACS o il più semplice METT o Mix è molto, molto ridotta.

Come si può conoscere il linguaggio del corpo quando la preparazione avviene solo attraverso qualche nozione universitaria o dalla lettura di qualche libro in proposito? In certi casi anche il solo 1% di probabilità di errore è un rischio troppo elevato.

emozioni e psicologia

Foto di Sydney Sims su Unsplash

Quando possiamo esser certi di interpretare bene la comunicazione non verbale?

Possiamo interpretare con pochi errori il linguaggio del corpo del nostro interlocutore quando siamo alle prese con degli emblemi (gesti inequivocabili di una determinata cultura) o quando sappiamo riconoscere quali unità d’azione (AU) si stanno muovendo nel suo viso.

Tuttavia, il FACS è solo un atlante del viso. Per completare un’interpretazione ci serviremo di strumenti tecnologici come EMFACS, il METT o il Mix, che ci aiutano nel riconoscimento delle emozioni universali una frazione di secondo prima che il soggetto ne sia cosciente.

Il caso clinico di Mary

Ekman parla spesso di Mary (vedi: “I volti della menzogna” o Te lo leggo in faccia). Se i dottori avessero letto la sua micro-espressione di tristezza (notata solo dopo il suo suicidio grazie a una registrazione), non l’avrebbero fatta uscire dalla struttura dove era ricoverata.

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Andare oltre le gambe incrociate

Basarsi solo sulle braccia incrociate o gambe accavallate è il modo più stupido e poco professionale per analizzare il linguaggio del corpo. Ogni singolo gesto non significa nulla se non viene collocato nel contesto e nel tempo giusto.

Senza strumenti come il FACS e il Mix, non sappiamo cosa notare né dove cercare. Hai notato durante il colloquio psicologico:

  • Una prossemica in avanti?
  • Un linguino (rapido guizzo della lingua sulle labbra)?
  • Un accarezzamento dei capelli?

In molti testi sono catalogati come “gradimento”, ma basarsi solo su questo porta a enormi errori di interpretazione.

analisi dei gesti

Foto di Milada Vigerova su Unsplash

I 4 pilastri dell’interpretazione corretta

I gesti assumono il loro vero significato solo:

  1. Se interpretati nel contesto in cui avvengono.
  2. Se accompagnati dai cosiddetti “riverberi gestuali”.
  3. Se la scelta del tempo (timing) è congruente.
  4. Se il gesto è congruente con il paraverbale e il verbale.

Questo approccio aumenta il rapport, l’empatia e favorisce la comunicazione autentica tra paziente e terapeuta.

Se vuoi approfondire l’argomento, ne parleremo al prossimo corso:

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oppure chiama il numero verde gratuito 800 032 882.

Stay tuned!



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