
Foto di Giorgio Trovato su Unsplash
Ricco o povero?
Possiamo capirlo da uno sguardo
La classe sociale influenza significativamente i risultati della vita degli individui e le interazioni quotidiane, e la mera percezione della propria condizione socioeconomica può avere ramificazioni significative.
Uno studio condotto dagli psicologi Nicholas Rule e Thora Bjornsdottir, dimostra che le persone possono conoscere in modo affidabile se qualcuno è più ricco o più povero della media, solo guardandolo in volto.
Questo è dovuto alla visibilità delle posizioni dei muscoli facciali che col tempo si conformano e prendono pieghe definitive in base alle ripetute esperienze di vita.
In questo studio sulle prime impressioni, i ricercatori hanno trovato che è possibile capire se qualcuno è più ricco o più povero della media guardando semplicemente il volto “neutro” di un individuo.
Questa è la novità!!
Infatti secondo loro non serve nessuna particolare espressione per svelare la propria condizione, nessun sorriso, nessuna smorfia di dolore, piacere o felicità.
Le emozioni, secondo i ricercatori, hanno la capacità di mascherare le abitudini di vita di una persona. Un volto “neutro”, invece, racconta molto di più e svela, in pochi secondi, addirittura se si è ricchi o poveri.
“Nel tempo, infatti, il viso riflette in modo permanente le esperienze di una vita” – sostengono i ricercatori – “Soprattutto quando pensiamo che il nostro volto non stia esprimendo nulla: quelle emozioni e quelle abitudini di vita sono sempre lì, come reliquie di quello che è la nostra vita”.

Foto di Mathieu Stern su Unsplash
Ricco o povero? Possiamo capirlo da uno sguardo
In particolare, lo studio ha raggruppato i volontari che hanno partecipato allo studio in due grandi gruppi. Uno di questi apparteneva a famiglie con reddito inferiore ai 60 mila dollari, l’altro con reddito superiore ai 100 mila dollari.
A tutti loro sono state scattate delle fotografie, con “volto neutro”, dunque con viso privo di qualsiasi espressione.
Arrivati a questo punto, i ricercatori hanno coinvolto un altro gruppo separato di persone per esaminare le fotografie appena scattate: avrebbero dovuto decidere quali individui fossero più ricchi e quali più poveri usando solo il proprio istinto.
E qui la sorpresa.
Quest’ultimo gruppo è stato infatti in grado di determinare quale studente appartenesse al gruppo considerato “ricco” e a quello “povero” – secondo i parametri di reddito canadesi – con una precisione del 53%, nettamente superiore a quello che è la probabilità causale.
“Si nota sin da subito che studenti di soli 18-22 anni hanno già accumulato esperienze di vita capaci di modellare e modificare le fattezze del loro volto, tanto da far intuire a prima vista quale sia la loro posizione socio economica” – continuano i ricercatori.
I risultati non sono stati influenzati dalla razza o dal sesso del viso. Non solo. Nessuno sembra essere davvero cosciente dei meccanismi e dei segnali che vengono utilizzati quando si prendono queste decisioni.
Tutto ciò è coerente con quello che già si sa sul comportamento non verbale.
Non sei ancora iscritto alle nostre news? Allora clicca qui sotto
Le immagini qui sotto sono quelle utilizzate nella ricerca. Per approfondimento le potete trovare anche sul sito di ricerche: “researchgate”
CLICCA QUI PER VEDERE LE IMMAGINI DELLA RICERCA
“Ci sono neuroni nel cervello che si specializzano nel recognition facciale. Il volto è la prima cosa che si nota quando si guarda qualcuno”, dice il dr. Rule.
“Quelle prime impressioni possono diventare una sorta di profezia autodidatta, influenzerà le tue interazioni e le opportunità che avrete” – dott. Bjornsdottir
Lo studio delle classi sociali come sottocorrente nella psicologia e nel comportamento sta ottenendo un maggior riconoscimento, dice Rule, e con 43 muscoli concentrati in un’area relativamente piccola, i segnali facciali sono una delle aree più intriganti in questo campo e continua dicendo che il passo successivo potrebbe essere quello di studiare i gruppi di età più anziani per vedere se i modelli dei segnali facciali diventano ancora più evidenti per le persone nel tempo.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Journal of personality and social psychology da Nicholas O. Rule e R. Thora Bjornsdottir, due ricercatori dell’Università di Toronto (Canada).
📚 Per approfondire: La libreria FM

Comunicare con la PNL

La menzogna nell’uomo e nella donna
Riferimenti
- R. Thora Bjornsdottir, Nicholas O. Rule. La visibilità della classe sociale dai segnali facciali.. Journal of Personality and Social Psychology, 2017; DOI: 10.1037 / pspa0000091
- La visibilità della classe sociale dalle linee visive (disponibile in PDF). Available from: https://www.researchgate.net/publication/317252320_The_Visibility_of_Social_Class_From_Facial_Cues [accessed Aug 12, 2017].
RICEVI IL BRIEFING-24
Ogni mattina, un’analisi tecnica esclusiva per decodificare la realtà attraverso la psicologia e il linguaggio del corpo.
CONTINUA A SEGUIRCI SUI SOCIAL
Facebook – Gruppo Linguaggio del corpo –
Linkedin – Gruppo Linguaggio del corpo –
Telegram http://telegram.me/formaementis
Parla direttamente con Fabio

A presto,
Fabio Pandiscia
Founder – The Silent Edge | Formae Mentis




