
Linguaggio del corpo: i micro gesti che parlano di te
Non è facile mettere a tacere il nostro corpo, anche se ci impegniamo al massimo, qualcosa di noi traspare sempre.
Basta una semplice stretta di mano per rivelare tante cose, ne abbiamo già parlato, anche questo semplice gesto ha le sue regole: deve essere fatto senza stritolare la mano dell’altro.
Cerchiamo di proporci agli altri nel modo il più possibile sereno e positivo, possibilmente armati di sorriso: questo è il primo passo per trasmettere un’immagine positiva di noi, dimostreremo di essere persone aperte, simpatiche con certa dose di sicurezza.
- ❓ Quali sono, quindi, i segreti del linguaggio del corpo?
- ❓ Cosa significa ogni singolo atteggiamento?
- ❓ È possibile mantenere la calma durante un colloquio di lavoro? E come?
Abbiamo già scritto degli articoli in merito, sappiamo che se riusciamo a mantenerci tranquilli eviteremo di tradirci con ammiccamenti, sudorazione esagerata, eccessivi movimenti delle mani e della testa, o addirittura tormentando le ciocche di capelli, mordicchiando le labbra ecc. Insomma, il modo migliore per apparire sereni è comportarsi come se lo fossimo per davvero.
I gesti che parlano di te
Alcuni gesti, anche se piccoli, possono rivelare molto su noi o su come la pensiamo, ad esempio:
- Il tipico segno dell'”OK”: se da noi e in altri Paesi di lingua inglese significa “tutto bene”, in Francia assume il significato di “zero” o “niente” (origine militare: zero uccisioni). In Giappone vuol dire “soldi”, mentre in altri Paesi è una parolaccia forte.
- Pollice in su: in Australia, Inghilterra e Nuova Zelanda significa “Ok”, ma in altri Paesi è un fortissimo insulto; in Grecia è usato prevalentemente in senso dispregiativo.
- Fare di no o si con la testa: per noi è semplice, ma in India accade proprio il contrario. Senza conoscere la cultura locale, si rischia di non capirsi affatto.
- Toccare gli altri è possibile? Ognuno di noi ha una bolla prossemica — vedi qui l’articolo sulla prossemica.
Guarda il video sui toccamenti
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Il mondo della formazione
Il mondo della formazione in Italia è sempre stato (salvo eccezioni) di livello infimo. Non voglio dirti che i nostri corsi sono i migliori, ma voglio elencarti le caratteristiche che un buon docente DEVE avere.
1️⃣ Certificazioni Internazionali: Non può mancare il FACS accompagnato dal METT del Paul Ekman Group (o equivalenti come MIX, SUBmix).
2️⃣ La Laurea: Serve, e specialistica. Per parlare di linguaggio del corpo devi conoscere la psicologia e/o l’etologia. Non ci sono vie di mezzo.
3️⃣ Pubblicazioni Vere: Devi avere pubblicazioni editoriali con case editrici vere, non semplici ebook auto-prodotti.
Come scegliere un docente di CNV
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PS. Ci piace lavorare bene – non più di 10 iscritti
Alla prossima
Stay Tuned!
Fabio Pandiscia



