
Foto di Luke Porter su Unsplash
L’evoluzione maschile ci pone davanti a una domanda provocatoria: a cosa servono davvero i maschi? Il mondo non ha bisogno di due sessi distinti per la sopravvivenza, tant’è che molte specie ancora oggi ne fanno a meno.
Evoluzione maschile: A cosa servono i maschi?
La situazione diventa paradossale in alcune specie dove i maschi servono davvero a poco. Ma nella nostra specie, qual è il senso biologico di questa distinzione?
Maschi e femmine o solo femmine nell’evoluzione?
Andiamo con ordine. La riproduzione sessuale è stata la rivoluzione che ha permesso lo sviluppo della vita come la conosciamo oggi. La vita compare sulla Terra circa 3,5 miliardi di anni fa, ma per quasi 3 miliardi di anni si tratta solo di creature unicellulari.
Intorno ai 5-600 milioni di anni fa nasce la riproduzione sessuale: due organismi si uniscono e scambiano materiale genetico (il DNA). Questo permette una rapidità di evoluzione e adattamento incomparabile rispetto alla riproduzione semplice per divisione (dove le figlie sono identiche alla madre).
Due sessi, un solo scopo biologico
In molte specie i maschi sono del tutto subordinati. Negli insetti sociali (api, formiche) i maschi non contribuiscono in nulla alla vita della colonia. Tra gli aracnidi, il maschio è spesso divorato dalla femmina; nei cefalopodi muore subito dopo l’accoppiamento.
Nei vertebrati, però, l’evoluzione maschile porta alla difesa del territorio. Sono più grossi, forti e aggressivi. Ma difendere da cosa? La risposta è: dagli altri maschi!

Lo Spinarello: Costruisce il nido, feconda le uova e le protegge dagli altri predatori. Qui la sua funzione è ovvia.

L’Aquila: Serve la cooperazione di entrambi per sfamare i piccoli. Se il maschio muore, i piccoli rischiano la fame.
Nei mammiferi le cose cambiano: la femmina tiene le uova DENTRO di sé. Se nel 75% degli uccelli entrambi i sessi aiutano la prole, nel 97% dei mammiferi il compito è lasciato interamente alla madre. L’orso bianco, ad esempio, preferisce fecondare e andarsene: egoistico, ma efficace in termini evolutivi per spargere il proprio DNA.
Uomini e donne nell’evoluzione maschile
Arriviamo alla nostra specie. Una donna partorisce dopo 9 mesi e il piccolo richiede anni per essere indipendente. Se il maschio si comportasse come l’orso, rischierebbe di non avere neppure un figlio sopravvissuto. Comprendere queste dinamiche è parte dello studio del linguaggio del corpo e delle basi biologiche che insegniamo nei nostri corsi.
- Donne (Raccoglitrici): Sviluppano visione laterale, distinzione dei colori e comunicazione per cercare frutti e acqua.
- Uomini (Cacciatori): Sviluppano forza, mira e resistenza per abbattere prede.
Ma attenzione: la carne era meno importante della raccolta. Spesso la donna portava a casa cibo per tutti, mentre l’uomo tornava a mani vuote. Se la donna si fosse affidata solo a lui, ci saremmo estinti.
Quindi a cosa servono i maschi?
Perché allora andare a caccia? Per due motivi: sociale (essere visti come eroi dalla tribù) e difensivo (pattugliare il territorio contro rivali esterni). L’evoluzione maschile distingue due modelli:
| Modello | Comportamento | Esito Sociale |
|---|---|---|
| Il Procacciatore | Cerca cibo facile (miele, topi). Investe sulla famiglia. | Le donne lo scelgono come marito. |
| L’Esibizionista | Rischia la vita per grosse prede. Divide con la tribù. | Le donne lo ammirano e lo cercano. |
L’esibizionista assicura la festa alla tribù e sparge i suoi geni; il procacciatore assicura la sopravvivenza del figlio. Le donne ammirano i primi, ma sposano i secondi. Ai posteri l’ardua sentenza…
Articolo scritto da: Antonio Meridda
Per approfondire l’evoluzione maschile
L’argomento è tratto dal nostro libro:
A. Meridda, F. Pandiscia “Il Metodo Anticorna”
Altre fonti:
• J. Diamond “Perché il sesso è divertente?”
• K. Hawkes “Why do men hunt? Benefits for risky choices”
• K. Hawkes, J.F.O’Connel, N.Blurton-Jones “Hardworking Hadza grandmothers”
• H. Curtis, N.S. Barnes “Biologia”
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