
Emozioni della menzogna: Esercizio 5
In questo nuovo esercizio pratico analizzeremo le principali emozioni della menzogna attraverso l’osservazione di casi reali. Comprendere come il corpo tradisce le intenzioni è fondamentale per chiunque si occupi di comunicazione non verbale e analisi del comportamento.
Questo articolo fa parte di una piccola rubrica dedicata esclusivamente ai casi pratici sull’analisi del linguaggio del corpo e micro-espressioni facciali. Inizialmente condividevamo questi esercizi solo via mail con i partecipanti ai nostri corsi, ma oggi abbiamo deciso di aprire i nostri archivi a tutti gli appassionati.
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Siete in tanti a seguirci ogni giorno e il nostro obiettivo è fornire contenuti di qualità tratti “dal vivo”. Il video che andremo ad analizzare riguarda il caso di Sarah Scazzi, focalizzandoci in particolare sulle reazioni di Sabrina Misseri durante le interviste dell’epoca.
Video Analisi: Rilevare le emozioni della menzogna
Cosa possiamo notare nel video?
Al min 0:19 – 0:23 troviamo un atteggiamento di superiorità e disprezzo, confermato dall’unità d’azione del FACS AU14 e dalla testa leggermente piegata indietro.
Inoltre, è possibile osservare Sabrina scrollare la testa in modo negativo mentre afferma: “che la lascino libera….”. Questo è del tutto incongruente. In pratica, il non verbale non si sposa con il verbale, creando una forte incongruenza comunicativa.
Successivamente, al min 0:24, quando pronuncia la frase: “noi l’aspettiamo a braccia aperte”, notiamo un sollevamento delle spalle, tipico gesto di insicurezza.
Incongruenze verbali e non verbali
Nel secondo filmato (tratto da Chi L’ha Visto), le discordanze emotive diventano ancora più evidenti.
Min 0:12: espressione di rabbia seguita da una scrollata di spalle asimmetrica. Al min 0:15 ritroviamo ancora un gesto di negazione della testa accompagnato da alzamento delle spalle.
In particolare, al min 0:20, notiamo una compressione delle labbra in risposta alla domanda della giornalista su internet: un chiaro indice di confusione cognitiva.
Più avanti, al min 0:26 – 0:27, le parole vengono allungate (specie le vocali). Questo accade perché il carico cognitivo non permette un eloquio fluente. Siamo davanti a tre ipotesi: ricerca delle parole, sforzo di memoria o menzogna.
Infine, al min 0:42, quando dice “non lo so…”, appare un brevissimo sorriso asimmetrico: un segnale di compiacimento. Come insegnato dai ricercatori nel campo della CNV (vedi gli studi di Paul Ekman), questo rientra tra i segnali più affidabili.
Quali sono le 4 emozioni della menzogna?
Lo studio delle espressioni facciali ci permette di isolare quattro stati emotivi ricorrenti quando si tenta di manipolare la verità:
- Il compiacimento (o gusto della beffa)
- La paura di esser smascherati
- Il senso di colpa
- La vergogna
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Alla prossima. Stay Tuned!
Fabio Pandiscia
Formae Mentis



