
Vuoi comunicare bene?
Attenzione alla distanza!
È bene ricordare che non tutte le culture hanno le stesse regole, sia in fatto di gestualità che di uso dello spazio interpersonale. È qui che entra in gioco la prossemica, ovvero la disciplina che studia come la distanza influenzi le nostre relazioni.
Il “balletto” interculturale
Avete mai notato un europeo e un giapponese conversare? Spesso iniziano a “vagare” lentamente per la stanza: l’europeo arretra e il giapponese avanza. Questo particolare balletto accade perché ognuno cerca la propria distanza ottimale.
Le mappe del mondo a confronto:
- 🇯🇵 Giapponesi: Hanno una zona intima ridotta (sotto i 20 cm). Questo li porta ad avanzare naturalmente.
- 🇪🇺 Europei: La nostra zona intima è di circa 50 cm. Quando il giapponese avanza, l’europeo si sente invaso e arretra d’istinto.
Il concetto di ufficio: America vs Europa
Un altro esempio emblematico riguarda la percezione dello spazio lavorativo. In America, il concetto di “open office” è uno standard da anni: grandi sale piene di scrivanie con divisioni minime. Per un europeo, lavorare costantemente in un ambiente così vasto e senza porte risulterebbe estremamente deconcentrante.

“Io non odio persona alcuna, ma vi son uomini ch’io ho bisogno di vedere soltanto da lontano.”
— UGO FOSCOLO
Manager alla soglia: chi bussa e chi guarda?
La differenza di percezione traspare anche dai film e dai telefilm americani. Avete mai notato come vengono gestite le porte degli uffici?
- 🇺🇸 Manager Americani: Lasciano la porta aperta. Per loro, solo la scrivania è “zona intima”. Chi vuole entrare poggia la mano sullo stipite (la soglia) e chiede se l’altro ha un minuto. Finché la mano è sullo stipite, l’americano non si sente invaso.
- 🇪🇺 Manager Europei: Tutto l’ufficio è considerato zona intima. La porta deve essere chiusa. Per entrare, è necessario bussare, attendere l’ “avanti” e poi accedere. L’apertura della porta senza consenso è vissuta come una violazione dello spazio privato.
In conclusione
Riassumendo: ciò che per una cultura è un gesto di disponibilità (porta aperta), per un’altra può essere fonte di stress. La distanza comunica molto più delle parole.
“La lontananza che rimpicciolisce gli oggetti per l’occhio, li ingrandisce per il pensiero.”
Vuoi padroneggiare queste dinamiche?
Questo e molto altro lo troverai nel nostro prossimo corso sul Linguaggio del Corpo. Non mancare!

Puoi approfondire questo argomento nel libro:
“Comunicare bene. La comunicazione come forma mentis”
Edizioni Psiconline – Disponibile in tutte le librerie.




