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Bugie, bugie, e ancora bugie. Allenarsi a mentire conviene?

bugie e allenamento

Foto di Andy Montes de Oca su Unsplash

Bugie, bugie, e ancora bugie: Allenarsi conviene?

Così come un atleta si allena in continuazione per mantenere alta la propria performance, così un bugiardo, se mente di continuo, migliora nel farlo. Sembra una cosa ovvia, ma non lo è.

Difficilmente si riesce a scoprire un bugiardo professionista. Non stiamo parlando del bugiardo patologico, caso di cui abbiamo già parlato in altri articoli, perché il bugiardo patologico è facilmente smascherabile.

Qui parliamo di chi mente in modo veramente professionale, talmente abituato a mentire e a farla franca che può ritenersi a pieno titolo un professionista della bugia. A tal proposito parliamo di uno studio del Dr. Wayne Hoover, apparso originariamente su wz.com, che ci mostra punti estremamente interessanti.

1. Mentire diventa più facile per chi mente ripetutamente

cervello e bugieUn nuovo studio sul cervello recentemente pubblicato su Nature Neuroscience si concentra sugli effetti del mentire sull’amigdala, una piccola parte nascosta del cervello che elabora le emozioni negative. Utilizzando volontari incentivati a mentire ripetutamente, lo studio ha dimostrato che l’attività dell’amigdala è diminuita dopo la prima menzogna e ha continuato a diminuire prima e dopo le successive menzogne.
“Questo studio è la prima prova empirica che la menzogna si intensifica a causa dell’adattamento emotivo.”

Sembra quasi che quando una persona si allena a raccontar bugie, il cervello, nel tentativo di ridurre lo stress emotivo, diventa sempre più desensibilizzato al disagio causato dall’atto di mentire, rendendo il tutto più facile nel tempo.

2. Piccole bugie portano a grandi menzogne

Questo studio può aiutare gli investigatori a capire perché le persone interrogate possano mentire in modo così credibile e con tale disinvoltura. I bugiardi esperti potrebbero inizialmente essersi vergognati, ma con il tempo smettono di sentirsi male. Il disagio negativo non viene più elaborato dall’amigdala.

Man mano che il cervello accetta di mentire, il corpo reagisce sempre meno: il bugiardo diventa più abile a non mostrare i soliti segnali emotivi osservabili. Non impallidisce più; non sbatte più rapidamente le palpebre quando costruisce una falsità.

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3. Più sei a tuo agio e meglio riesci a mentire

Come possono gli interrogatori leggere segnali comportamentali se la menzogna diventa difficile da scoprire? Sebbene i segnali emotivi siano ridotti, possono comunque fuoriuscire sotto forma di espressioni facciali o altre reazioni.

La scienza moderna ha portato allo sviluppo di strumenti efficaci: è il caso di alcuni software per il riconoscimento facciale che possono aiutare a scoprire realmente l’emozione di base e capire se l’altro ci sta mentendo o meno.


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