linguaggio del corpo

Perché inganniamo il prossimo

perché inganniamo il prossimo

Foto di Karim MANJRA su Unsplash

Perché inganniamo il prossimo

Tutti gli animali tendono a imbrogliare, sono geneticamente selezionati per farlo, per usare un termine di moda – di solito usato a sproposito – ce l’hanno scritto nel DNA.

Tutti inganniamo tutti!

Non siamo quindi gli unici bugiardi esistenti al mondo, e questo ci alleggerisce la coscienza! Giusto? Non del tutto.

Gli altri animali infatti rispettano una semplice ed universale regola: non si ingannano i propri simili.

Insetti stecco, leoni in agguato, opossum che si fingono morti sono tutti maestri dell’inganno. Imbrogliano pressoché chiunque eccetto chi è come loro. La nostra specie al contrario concentra proprio sui consimili la sua attenzione, ed è verso chi è più simile a noi che riversiamo la stragrande maggior parte delle bugie. Ma perché inganniamo?

Tutti inganniamo

Partendo dal presupposto quindi, che tutti inganniamo, incominciamo dal capire perché gli altri animali non si ingannano tra loro.

opossum

Foto di Clément ROY

Abbiamo parlato dei leoni, ma possiamo fare altri esempi, come l’opossum. Questo marsupiale si caratterizza per una strana ma efficace tecnica di difesa: il fingersi morto.

L’abilità con cui tale animaletto recita fa invidia ai migliori attori: occhio sbarrato, lingua fuori, membra rigide e afflosciate allo stesso tempo, posizione fetale, respiro ridottissimo. Per chiunque non stia a osservarlo a lungo è molto difficile distinguere un opossum morto da uno che finge la morte.

Nessun opossum però assumerebbe questa posizione di fronte a un altro opossum. Questo perché l’inganno produce un effetto negativo micidiale per ogni specie, cioè cancella il concetto di fiducia.

Immaginate un opossum che cerca una compagna. La trova, ma questa, non gradendo le sue avances, stramazza al suolo fingendo un infarto. L’opossum si preoccupa, cerca di aiutarla, e poi scopre che lei è fuggita mentre lui si dannava l’anima. Cosa penserà? “MAI FIDARSI DELLE FEMMINE!”

Questo concetto appare assurdo all’opossum, ma nella nostra specie è il cardine di qualsiasi relazione. Se avete più di 12 anni sapete bene che non ci si deve MAI fidare dei maschi se siete femmine, e delle femmine se siete maschi.

Come siamo giunti a questo?

Una delle motivazioni più ovvie è l’enorme sviluppo del nostro cervello. Ingannare porta senza dubbio vantaggio a breve termine a chi lo compie, e in teoria è il gruppo a pagarne le conseguenze. Ma una specie egoistica e astuta come la nostra non si preoccuperebbe di certo del benessere del gruppo.

cervello umano

La società umana dei primordi aveva un dilemma: lasciare i membri liberi di mentire o imporsi in modo tirannico. Entrambe le soluzioni erano impraticabili. La soluzione fece leva su caratteristiche umane ormai cadute in disuso: onore e onestà.

L’onore

L’onore era una potentissima leva. Chi ingannava rischiava la perdita di rispetto da parte del gruppo. In un paesello dove tutti sanno che sei un bugiardo hai poco modo di fare il furbo. Questo principio faceva in modo che mai fosse lecito rompere le regole dell’onore, neppure in lite furibonda.

La morale

Con la crescita dei gruppi venne in aiuto la religione. Tutte le religioni promettono maledizioni per chi imbroglia. Nel Medioevo la punizione per lo spergiuro era più severa di quella per chi feriva volontariamente. Tali concetti sono profondamente “incisi” nel nostro codice genetico.

Siamo professionisti della menzogna

Oggi la fiducia nel leader è un concetto per ingenui. Tutti i paesi hanno poca fiducia nell’onestà dei propri politici. La risposta sta nell’enorme differenza tra educazione, istinto e cultura.

istinto bambino

L’istinto è fisso: se fai uno sgarbo a un bambino, lui cercherà vendetta. La cultura però gli insegna che vendicarsi è sbagliato per non essere escluso dal gruppo. Si fa quindi violenza e sopprime il proprio istinto. Ma ciò che dicono i genitori (educazione) ha sempre la precedenza nella mente del bambino. Si ottiene così un pasticcio tra ciò che dice l’istinto, la mamma e la cultura.

L’educazione

Il motivo per cui inganniamo deriva quindi dal benessere personale anteposto al bene del gruppo. Nei millenni passati abbiamo evitato questa trappola con dogmi e leggi, ma oggi tutto questo decade. Ognuno agisce prima di tutto per sé, una logica purtroppo incompatibile con qualsiasi specie sociale.

Formae Mentis

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Per approfondire (Bibliografia)

  • I. Eibl-Ebiesfeldt “Etologia umana”
  • K. Grammer, R. Schropp, H. Shibasaka “Contact, conflict and appeasement – children’s interaction strategies”
  • W.W. Lambert, A.L. Tan “Expressive styles and strategies in the aggressive actions of children of six cultures”
  • J. Maynard-Smith “Game theory and the evolution of behaviour”
  • W. Wickler “Mimetismo animale e vegetale”
  • G.W. Barlow, T.E. Rowell “The contribution of game theory to animal behavior”
  • H. Kummer “Aggression bei affen”

(Articolo a cura del dr Antonio Meridda)

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A presto,
Fabio Pandiscia
Founder – The Silent Edge | Formae Mentis

Tags
comunicazione,linguaggio del corpo
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