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3 segreti per smascherare un bugiardo

3 segreti per smascherare un bugiardo
Foto di Brett Jordan su Unsplash

3 segreti per smascherare un bugiardo

Tutti noi mentiamo di continuo, lo abbiamo già ripetuto molte volte negli articoli passati sulla menzogna, sia con podcast sull’argomento, che con un video sul comportamento del bugiardo o con articoli sulla psicologia del bugiardo.

Ma come scoprire chi mente? Come capire se ti stanno mentendo?

Di seguito alcuni accorgimenti per smascherare un bugiardo, ma attenzione: per interpretare bene qualsiasi segnale non verbale, non è sufficiente leggere qualche libro o vedere alcuni video sul tema, è importante praticare dal vivo seguiti da docenti preparati.

Ultimamente ho fatto anche un video, dove ho lasciato alcune indicazioni per poter scegliere un buon percorso sull’argomento. Prima di avventurarsi nel meraviglioso mondo della comunicazione non verbale, occorre preparazione.

1 – I bugiardi amano i dettagli

I mentitori tendono a fornire molte informazioni alle storie che raccontano, spesso inutili e senza che qualcuno gliele abbia chieste. Ma attenzione: sono informazioni che non hanno nulla di personale, sono solo descrizioni su descrizioni, in nessuna frase c’è veramente qualcosa di emotivo e coinvolgente.

Chi mente pensa che arricchire la sua storia la farà diventare più credibile. In realtà, in questo modo spesso la storia tende ad essere meno credibile e più complicata. Più elaborato è il racconto più è probabile che si tratti di un’invenzione!

In particolare, il verbale di chi mente è conciso, sintetico, incompleto, con enunciati brevi, privi di soggetto e con predicati sottintesi.

Gli studi rivolti al solo contenuto verbale hanno messo in luce che il bugiardo utilizza un linguaggio con un ridotto numero di asserzione ai fatti. Inoltre, le dichiarazioni false risultano più brevi di quelle vere e con minor riferimento alle esperienze personali: le menzogne fanno pochi riferimenti a persone, luoghi o eventi, mentre si servono moltissimo di termini generici come tutti, ogni volta, nessuno, mai, ecc.

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2 – Controllare lo stato emotivo

Gli stati emotivi possono essere definiti come degli stress, e questo può incidere anche sulla menzogna, in particolare sulle pupille. C’è infatti una profonda relazione tra pupille e bugie.

Cosa c’entra tutto questo con le bugie? Le bugie rientrano nella definizione di situazione di stress, poiché quando si mente si deve stare attenti a non farsi scoprire. Questa consapevolezza mette “in allarme” il nostro organismo, il quale si organizza per fornire una risposta più adeguata possibile per non far capire all’interlocutore di essere vittima di una menzogna.

Si mette in moto un istinto di autodifesa con conseguente dilatazione pupillare.

3 – Il bugiardo… rallenta

Sappiamo che la comunicazione è costruita su 3 canali importantissimi: il verbale, il paraverbale e il non verbale. Quando diciamo la verità non abbiamo bisogno di controllare i 3 canali comunicativi, perché non abbiamo nulla da temere o da “costruire” per essere credibili.

Se dobbiamo mentire, abbiamo bisogno di controllare il flusso comunicativo di tutti e 3 i canali. Il problema è che non ci riusciamo: ne possiamo controllare a malapena uno, e di solito scegliamo quello verbale, tralasciando il non verbale e il paraverbale.

Cosa comporta questo controllo? Una diminuzione della velocità dell’eloquio: la velocità nel parlare è più lenta del normale. Possiamo anche fermarci più volte facendo frequenti pause, perché dobbiamo pensare a cosa dire e a come essere più credibili.

Approfondimento: Linguaggio del corpo e Menzogne

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Alla prossima

Stay Tuned!

Fabio Pandiscia

Tags
body language,comunicazione non verbale,Emozioni,linguaggio del corpo,menzogne
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